Ciro Ferrara in marcatura su Marco Van Basten in Milan-Napoli 4-1 valevole per la 23ª giornata del campionato italiano di Serie A 1990-1991 (foto tratta da Wikipedia).

Se alla fine della sosta forzata ci avessero detto, calendario alla mano, che alla fine del turno che inizia oggi il Milan sarebbe stato in una posizione valida per la prossima Europa League con almeno tre punti di vantaggio sugli immediati inseguitori, ci saremmo fatti due conti e avremmo probabilmente concluso che no, sarebbe stata una cosa altamente improbabile. Eppure, le importanti (e, va detto, inattese) vittorie contro Roma, Lazio e Juventus ci hanno dato una certa tranquillità in classifica e, al momento, il Milan ha solo 3 punti in meno di quelli che aveva lo scorso torneo.

È un campionato strano, però, ed è un’ovvieta dirlo per chiunque viva su questo pianeta. Sappiamo che il fattore casalingo si è decisamente ridotto (dopo la pausa sono state 24 le vittorie in casa e 20 quelle in trasferta, se non ho sbagliato a fare i conti) e che le squadre, per via dello stop, degli infortuni, delle loro particolari preparazioni e, in alcuni casi, dell’importanza data agli obiettivi europei, si trovano in condizioni fisiche molto diverse. Sembrano stare alla grande, ad esempio, l’Atalanta, il Napoli, anche il nostro Milan. Mostrano problemi le prime tre della classe e la Roma. Stesso discorso vale per i campionati di altri paesi: c’è chi come Bayern Monaco, Atletico Madrid, Manchester United si è presentato con ottimi risultati al ritorno in campo, mentre altri, come il Leicester (ma qui forse era fisiologico) e il Lipsia, hanno fatto o stanno facendo fatica.

Fatto sta che domani sera al San Paolo andiamo a fare visita a una delle squadre più in forma del momento, il Napoli allenato dal nostro ex allenatore, Gennaro Gattuso, che ha apparentemente rimesso in sesto una squadra che il suo predecessore (e altro nostro ex), Carlo Ancelotti, voleva far giocare con un modulo forse non adatto alla rosa a disposizione (l’educazione sacchiana non muore mai). L’ardore di Gattuso, inoltre, sembra aver avuto sul carattere e sulle motivazioni dei campani un effetto migliore rispetto alla nota flemma ancelottiana (lascio da parte, in questa analisi, gli scazzi avvenuti in questa stagione tra giocatori e società).

Rispetto alla vittoria contro la Juventus a San Siro, Pioli dovrebbe sostituire Paquetà (oggettivamente inguardabile nonché fuori posto contro i bianconeri) per Calhanoglu, che sta infilando i suoi classici due-tre mesi a livello decente, quel tanto che basta scatenare l’effetto scurdammoc’ o’ passat’ tra parecchi tifosi e commentatori.

Particolare attenzione presterei, in ottica scudetto, all’incontro di Torino tra la Juventus e l’Atalanta. Lasciamo da parte per un momento le congetture, le teorie e i complotti riguardanti queste due squadre e diamo semplicemente un occhio alla classifica: i bergamaschi, ora al terzo posto, si trova a nove punti dalla squadra guidata da Sarri e, l’aritmetica è facile, con una vittoria si troverebbe a -6 a sei turni dalla fine. Sia chiaro, io penso che lo scudetto prenderà la stessa strada che ha preso negli ultimi anni, però si diceva che questa è una stagione strana, no? E allora, benché non abbia grosse simpatie per Gasperini e la sua banda, mi piacerebbe vedere qualcuno finalmente interrompere questo lungo, troppo lungo, dominio bianconero sulla Serie A.

IL PROGRAMMA DELLA 32a GIORNATA

Sabato 11 luglio 2020
ore 17:15 – Lazio-Sassuolo
ore 19:30 – Brescia-Roma
ore 21:45 – Juventus-Atalanta

Domenica 12 luglio 2020
ore 17:15 – Genoa-SPAL
ore 19:30 – Cagliari-Lecce
ore 19:30 – Fiorentina-Verona
ore 19:30 – Parma-Bologna
ore 19:30 – Udinese-Sampdoria
ore 21:45 – Napoli-Milan

Lunedì 13 luglio 2020
ore 21:45 – Inter-Torino