In questi anni, almeno su queste pagine (ma non solo), si è parlato spesso delle occasioni che il Milan ha avuto e, spesso, buttatto all’aria, per fare un salto di qualità rispetto alla mediocrità in cui è scivolato negli ultimi tempi. Partite da vincere che non si sono vinte, punti persi con le provinciali, distacchi dalle prime in classifica che non si riducevano ma, anzi, si andavano progressivamente ampliando. Oggi, alle 18, stadio San Siro, si presenta una nuova opportunità, per giunta in un derby contro un’Inter che non nasconde le sue ambizioni da scudetto.

Sia chiaro: una vittoria e il punteggio pieno in classifica non metterebbero i rossoneri tra i candidati per il titolo, poiché non sono una squadra da vittoria del campionato. Ne rafforzerebbe, certo, lo status di pretendente alla qualificazione alla prossima Champions League, pur restando ancora, almeno sulla carta, dietro numerose squadre – ma è il calcio giocato e non le stime a freddo a fare i risultati e a decidere chi è forte e chi no. Anche lo scorso anno il derby arrivò alla quarta giornata: il risultato per noi fu una sconfitta fin troppo poco severa nel risultato, l’impressione quella di una squadra priva di idee e carattere e di un allenatore incapace di capire cosa fare degli uomini che aveva a disposizione. Nel giro di meno di tre settimane, Pioli avrebbe preso il posto di Giampaolo e sarebbe partita quella lenta ristrutturazione nel gioco, nella tattica, nella mentalità e nella rosa che ci avrebbe riportato in Europa (con le unghie e coi denti, perché è stata una lunga rincorsa partita dal pareggio di Marco Calderoni nel recupero a San Siro e conclusa solo nell’interminabile notte di Vila do Conde) e consentito di mettere in fila una serie di risultati utili consecutivi tale da far pensare che alcuni problemi siano stati definitivamente sistemati o quasi.

Non ci sarà Rebic ed è grave. Si tratta di un giocatore importantissimo per noi, che se la intende con Ibrahimovic e porta la sua dote di gol e azioni pericolose. Anche all’Inter mancheranno vari giocatori (causa Covid-19, in buona parte), ma si tratta di giocatori sostituibili dalle alternative di valore presenti in una rosa ampia e di qualità come quella affidata ad Antonio Conte.

Un pareggio sarebbe forse interlocutorio e si dovrebbe valutare anche la prestazione, mentre la sconfitta non dovrebbe farci disperare. Intendiamoci: un dominio nerazzurro scalfirebbe le certezze, che non sono ancora molte, costruite negli ultimi sei mesi. Rimarremmo, tuttavia, a +3 rispetto allo scorso anno e, non dimentichiamolo, siamo alla quarta giornata. Le scelte della società rossonera, che ci piacciano o meno, ci impongono di guardare al lungo periodo. Non sarà solo oggi, ma nell’arco dell’intera stagione, che la rosa più giovane della Serie A dovrà mostrarsi capace di sostenere il peso e il prestigio della maglia che indossa.

IL PROGRAMMA DELLA 4a GIORNATA

Sabato 17 ottobre 2020
ore 15:00 – Napoli-Atalanta

ore 18:00 – Inter-Milan
ore 18:00 – Sampdoria-Lazio
ore 20:45 – Crotone-Juventus

Domenica 18 ottobre 2020
ore 12:30 – Bologna-Sassuolo
ore 15:00 – Spezia-Fiorentina
ore 15:00 – Torino-Cagliari

ore 18:00 – Udinese-Parma
ore 20:45 – Roma-Benevento

Lunedì 19 ottobre 2020
ore 20:45 – Verona-Genoa


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