Si conclude domani sera col derby la settimana (anzi, gli otto giorni) in cui il Milan si è trovato a che fare coi portoghesi (in senso stretto e non). Prima, infatti, c’è stata la vittoria contro la Roma di José Mourinho (il rigore c’era, mentre il secondo giallo a Theo Hernandez no, precisiamolo una volta ancora), poi il difficile pareggio contro il Porto (bella squadra, davvero, i risultati avuti contro di noi sono stati meritati, peccato che entrambi i gol segnati siano stati irregolari), ora c’è l’Inter degli stipendi arretrati.

Se ci saranno da parte nostra un’assenza sulla fascia sinistra (che sarà probabilmente colmata da Ballo-Touré, che finora non ha fatto vedere un granché quando è stato chiamato in causa) nonché la presenza di Tatarusanu in porta, per il resto la formazione che scenderà in campo dovrebbe essere composta dai titolari, con la presenza in panchina, pronti a subentrare in caso di necessità, di Rebic e Giroud tra gli altri. L’Inter, invece, è al gran completo e le scelte di Simone Inzaghi sembrano orientarsi, al momento, su Darmian e Perisic a coprire le fasce e su Martinez e Dzeko in avanti.

Qualche nostro giocatore potrebbe essere un po’ stanco perché spremuto (ad esempio Leao) ma la partita di Roma e il secondo tempo col Porto hanno mostrato comunque una decente tenuta fisica che lascia tutto sommato relativamente tranquilli. In ottica campionato, viene da chiedersi se questo sia “solo” un derby o se sia la definitiva prova di maturità (se non addirittura una sorta di passaggio di consegne). A mio avviso, il risultato di domani sera non segnerà nulla di definitivo, non solo perché manca ancora molto alla fine del campionato e comunque bisogna fare i conti con altre squadre (in particolare, il Napoli), ma anche perché dobbiamo ricordarci che anche lo scorso anno partimmo molto bene, fummo addirittura campioni d’inverno, per poi avere un piccolo crollo e ritrovarci a conquistare la qualificazione alla Champions League all’ultima giornata. Parlano (anzi, parliamo) tanto di scudetto e lo facciamo a ragion veduta, ma come dalla società giustamente ripetono costantemente, questa è una squadra che ha bisogno di almeno due stagioni di fila nel massimo torneo continentale per poi potersi permettere il salto di qualità.

In altre parole, domani sera vogliamo e dobbiamo vincere, senza dimenticare, però, che la bontà di questa annata andrà giudicata sul lungo termine. Se poi arriverà un trofeo importante, beh, ancora meglio, poiché abbiamo tutti fame ed è ora di iniziare a saziarci, magari iniziando da quel tricolore che per ora sono i nostri poco amati cuginastri a indossare.

Venerdì 5 novembre 2021
ore 20:45 – Empoli-Genoa 2-2

Sabato 6 novembre 2021
ore 15:00 – Spezia-Torino 1-0
ore 18:00 – Juventus-Fiorentina
ore 20:45 – Cagliari-Atalanta

Domenica 7 novembre 2021
ore 12:30 – Venezia-Roma
ore 15:00 – Sampdoria-Bologna
ore 15:00 – Udinese-Sassuolo
ore 18:00 – Lazio-Salernitana

ore 18:00 – Napoli-Verona
ore 20:45 – Milan-Inter