L’anticipo delle 12:30 a Genova contro i blucerchiati si conclude nel peggiore dei modi; un Milan inguardabile, evanescente, sterile in attacco e con troppi errori commessi perde meritatamente contro la Sampdoria…

Abate parte titolare contrariamente alle voci che davano in campo dal 1′ Borini; ancora una volta Montella affida l’attacco ad una sola punta (Kalinic, mentre Cutrone parte dalla panchina). I primi 45′ sono semplicemente osceni: già al 3′ si rischia di avere un rigore contro (Valeri ci ripensa dopo avere visionato la Var, una volta resosi conto che il braccio di Kessie è nettamente attaccato al corpo). Forse il Milan prende strizza, sta di fatto che i rossoneri non tirano mai praticamente in porta e progressioni in attacco non se ne riscontrano; troppi i disimpegni sbagliati, come ad esempio quello di Bonaventura al 23′ per Abate. La Samp, invece, si mostra più pericolosa ed attiva…

Il crollo nella ripresa: il Milan resiste per circa 25′, poi il primo gol dei padroni di casa al 71′ con Duval Zapata, cugino del nostro Zapata; paradossalmente, è proprio il nostro Zapata, con un disimpegno di testa, a regalare al cugino l’assist per il vantaggio doriano. Non pago, il nostro Zapata si ripete al 90′ con un altro svarione per il raddoppio ad opera di Ricky Alvarez, entrato da pochissimo. Neppure nel secondo tempo il Milan sa incidere; forse qualche episodio dubbio in area avversaria, ma la realtà è che la squadra ha oggi rasentato il nulla cosmico…

CONSIDERAZIONI:

La partita di oggi ha risvegliato in me i peggiori incubi degli ultimi 5 anni. Alcuni giocatori sono e restano scarsi (Zapata), altri non sono forse i fenomeni che qualcuno ha voluto far credere (Bonucci) e l’allenatore ha stancato con il giocarsela con una sola punta soprattutto nelle partite in trasferta, quasi come a dire che in trasferta l’importante è non prenderle. I proclami non m’interessano: iniziamo ad essere una squadra di calcio organizzata e degna di questo nome, il resto, forse, verrà da sé…