Il primo acquisto dell’estate si chiama Rade Krunic, bosniaco, un metro e 85, centimetro più centimetro meno, 26 anni. Qualcuno, non si sa chi, forse il fantasma di Gipo Viani, lo ha trattato in gran segreto dopo — si dice — mesi e mesi di attenta osservazione, strappandolo a — sempre di dice — una caterva di concorrenti famelici, in primis il Torino. La pletora di informatissimi esperti di mercato e insiders si è affrettata a raccontarci i retroscena dell’affare a giochi fatti; chiunque sia colui, o meglio, coloro che si stanno occupando del Milan in questo momento, tacciono e lavorano: un buon segno. All’Empoli, squadra con cui il ragazzo era sotto contratto, andranno 8 milioni di eurini più bonus; al giocatore un quadriennale di non ho ancora capito quanto, certamente molto meno di quanto percepiva uno qualunque dei tre pipponi di centrocampo in scadenza con il Milan. Il giovanotto sembra goda di grande stima da parte  del fantasma che il prossimo anno dovrebbe allenarlo. Ma attenzione, dopo i primi borbottii di disgusto (“Krunic? Echiccazzè?”), la parte ottimista del tifo cacciavite si è subito affrettata ad assicurare che il centrocampista bosniaco è un mostro di duttilità e sarà un panchinaro formidabile. Ho un debole per gli atleti balcanici, ma confesso di non avere  ben presente questo calciatore; voglio fidarmi degli ottimisti, facendo finta di dimenticare che anche di Bertolacci si diceva un gran bene all’epoca del suo trasferimento dal Genoa. C’è però da precisare che Bertolacci lo pagammo più del doppio, per tacere dell’immeritatissimo stipendio. Giudizio, per il momento, positivo. Ovviamente, come sempre, sarà il campo a dirci qualcosa di più.